lunedì 1 marzo 2010

Bicentenario di Chopin

“Ti ricordi la sera che i due si baciavano e tu, solo? Chopin discese dalle mansarde di Dio, ti colpì per sempre alla nuca facendoti grande e infelice”. Così Dino Buzzati in una tavola del suo “Poema a fumetti”.

Fryderyk Chopin, la musica che scende dall’alto e che ha il potere di colpire. I “Notturni” che milioni di mani hanno suonato sul pianoforte, gli “Études”, i “Valzer”, le “Polonaises”… meravigliose opere che rivoluzionarono la musica svincolandola dalle forme classiche della sinfonia e della sonata, perfettamente compiute in sé, rivoluzionarie e romantiche forme di immediatezza espressiva.

Oggi ricorre il bicentenario della nascita del compositore polacco. Era il 1° marzo del 1810 - così sosteneva lui, per la parrocchia invece il 22 febbraio - quando venne alla luce a Zelazowa Wola, vicino a Varsavia, figlio di un precettore francese e di una donna polacca che amava suonare il pianoforte. Incarnò la figura principe del compositore romantico, cagionevole di salute e sensibile, protagonista della vita parigina e del lungo amore per la scrittrice George Sand, compresa la morte a soli 39 anni.

Ecco, Chopin: come omaggio stasera ascolteremo la tua musica, magari il “Notturno” n. 2 dall’Opera 9 o il valzer “Tristezza”, e ci lasceremo colpire alla nuca da quelle note di pianoforte, meditando sull’amore e sulla felicità…

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LA FRASE DEL GIORNO
La musica è forse l’esempio unico di ciò che avrebbe potuto essere – se non ci fossero state l’invenzione del linguaggio, la formazione delle parole, l’analisi delle idee, – la comunicazione delle anime.
MARCEL PROUST, La prigioniera

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