venerdì 19 febbraio 2010

Un organetto suona

OLINDO GUERRINI

UN ORGANETTO SUONA PER LA VIA

Un organetto suona per la via,
la mia finestra è aperta e vien la sera,
sale dai campi alla stanzuccia mia
un alito gentil di primavera.

Non so perché mi tremino i ginocchi,
non so perché mi salga il pianto agli occhi.
Ecco, io chino la testa in sulla mano,
e penso a te che sei così lontano.

(da "Postuma", 1877)

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Popolare e populista, Olindo Guerrini, poeta forlivese nato nel 1845 e scomparso nel 1916. Seppe cogliere i sentimenti del popolo e cavalcare l’onda della situazione socio-politica del suo tempo: nella sua poesia prevalgono, con un estremismo che talvolta appare artificiale, la polemica e l’impegno contro l’opportunismo letterario, il clericalismo, l’ingiustizia padronale, il colonialismo, il trasformismo… un po’ tutto, insomma. Ma, come un Dottor Jekyll e un Mister Hyde, all’enfasi polemica antiborghese affianca bozzetti impressionistici come questo, dove i toni si smorzano e l’attenzione si posa sulla realtà impoetica: allora Guerrini si trasforma in poeta crepuscolare.

Il protagonista di questa poesia è un sentimento, un “non so che” scatenato dalla musica vile e popolare di un organetto di strada – e qui Guerrini, lettore di Verlaine e Laforgue, anticipa una figura tipica dei Crepuscolari, che sarà fondamentale in Corazzini e apparirà in Gozzano e Moretti. Da quel motivo d’organetto sorge un’emozione immotivata, una malinconia del vivere, che assomma l’aria nuova di primavera, il cadere della sera, la nostalgia per un amico lontano…

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Fotografia © Musica Meccanica

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LA FRASE DEL GIORNO
La mente si lascia sempre abbindolare dal cuore.
FRANÇOIS DE LA ROCHEFOUCAULD, Massime

4 commenti:

nidia ha detto...

Due note cosi'per caso possono essere evocative e toccare qualche corda nascosta dell'anima....

bella sempre anche la scelta delle immagini, complimenti

DR ha detto...

la musica che proviene da una fonte lontana, associata a un'atmosfera particolare, ha spesso il potere di emozionare: ricordo una volta a Saint Moritz, suonava da una radio "Take me home, country roads" di John Denver, un lago nella valle scintillava lontano... Tanti anni fa, eppure ricordo perfettamente l'emozione.

Le immagini invece le cerco sempre con cura, devono interpretare il testo,se possibile: chiaro che è molto difficile. Questo è Ceronetti, cantastorie moderno e giornalista della "Stampa".

patrizio ha detto...

Guido Ceronetti, con il suo organetto di barberia, eh???

Complimenti per il blog
Patrizius
http://poetaperdere.splinder.com

DR ha detto...

Sì, Guido Ceronetti. Grazie, Patrizio.

Daniele

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