giovedì 25 febbraio 2010

Schiele e il suo tempo

Al Palazzo Reale di Milano, inaugurata ieri e aperta fino al 6 giugno, è in corso una mostra che ci consente di osservare da vicino una delle epoche più fertili dell’Austria, quando il piccolo stato era ancora una potenza mondiale. “Schiele e il suo tempo”, curata da Rudolf Leopold con catalogo edito da Skira, espone un centinaio di opere della collezione Leopold.

Egon Schiele è il pittore che portò in dote all’espressionismo la sua ossessione erotica, il senso del tragico legato al sesso, l’inquietudine che trasforma le decorazioni di Klimt, altro artista in mostra, in un tratto aspro e drammatico. Il suo tempo è quello che va dalla Secessione di Vienna, il movimento di avanguardia di derivazione Art Nouveau e liberty fondato e presieduto da Klimt – e dunque dal 1897 – alla fine della Grande Guerra, che segnò la dissoluzione dell’impero asburgico e aprì la strada a un altro austriaco, il pittore frustrato Adolf Hitler.

Fu il tempo in cui la Grande Vienna si trovò al centro del mondo culturale: vi fiorirono Sigmund Freud e la sua psicanalisi, il compositore Arnold Schönberg che inventò la dodecafonia scomponendo la musica, lo scrittore Robert Musil, capace di raccontare attraverso il conflitto interiore la disgregazione di quella società, il filosofo Ludwig Wittgenstein, attento analizzatore del linguaggio e della sua scomposizione, il giornalista e scrittore Karl Kraus, fustigatore di quegli ultimi sussulti dell’Impero (“Austria: cella d’isolamento dove è permesso gridare”).

Schiele dunque è assurto a epigono di quel periodo: a Palazzo Reale sono esposte una quarantina di sue opere, dalla “Donna inginocchiata con abito rosso e arancione” a “Eremiti”, autoritratto con Klimt, da “La danzatrice Moa” all’espressivo “Nudo disteso” che rivela nel dettaglio la sua ossessione erotica. Poi altri espressionisti: Richard Gerste, Oskar Kokoschka, Kolo Moser, Anton Kolig e naturalmente il decorativismo simbolista di Gustav Klimt. Tutti artisti capaci di indagare i tormenti privati, di esprimere l’io nelle proprie opere. L’Arte racconta così quello che non si può dire, dice l’indicibile, espone i turbamenti, le pulsioni, narra la dissoluzione che prelude alla Grande Guerra, carneficina per l’Impero austriaco.

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Egon Schiele, “Donna inginocchiata con abito rosso e arancione”

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SCHIELE E IL SUO TEMPO
Palazzo Reale
Piazza Duomo, 12
MILANO

dal 24 febbraio al 6 giugno 2010
Lunedì: 14.30 - 19.30
Martedì, Mercoledì, Venerdì e Domenica: 9.30 - 19.30
Giovedì e Sabato: 9.30 - 22.30
Ingresso: Intero € 9,00 (7,50 ridotto, 4,50 scuole)

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LA FRASE DEL GIORNO
A Vienna le strade sono lastricate con la cultura. Nelle altre città sono lastricate con l’asfalto.
KARL KRAUS, Detti e contraddetti

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