venerdì 26 febbraio 2010

Mille porte fa

ANNE SEXTON

GIOVANE

Mille porte fa,
quando ero una ragazza sola
in una grande casa con quattro
garage, una notte d’estate
se ricordo bene,
ero stesa sul prato e sotto di me, increspato,
il trifoglio, e sopra, distese, le stelle,
la finestra di mia madre un imbuto
che incanalava luminoso calore,
e la finestra di mio padre semichiusa,
un occhio da cui passa chi dorme,
e le assi della casa
erano bianche e lisce come cera
e milioni di foglie sbattevano,
come vele sui loro strani gambi
e i grilli ticchettavano tutti insieme
e io, nel mio corpo nuovo fiammante,
non ancora di donna,
facevo domande alle stelle
e pensavo che Dio vedesse veramente
calore luce dipinta e gomiti
ginocchia sogni buonanotte.

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Un momento nel tempo, un insignificante momento. Una notte d’estate che nel ricordo di Anne Sexton assume rilevanza. Nello scrigno della memoria è il tempo dell’adolescenza, la sete di vivere e di amare che si sprigiona in quell’intenso periodo della vita, la consapevolezza del proprio corpo che cambia e che lancia stimoli nuovi. Una sera così, normale. Il canto dei grilli, il prato fresco, la casa illuminata dalle luci della notte. Quella notte Anne Sexton non è una donna segnata da un disagio psichico che riesce a superare a stento solamente attraverso la poesia. Non è la donna che alla soglia dei 46 anni si chiuderà nel suo garage di Boston e la farà finita con il monossido di carbonio. È solo una ragazza sdraiata sull’erba a guardare le stelle e a porsi domande con l’ingenuità dei suoi anni. Mille porte fa…

.

Katherine Dinger, “Girl on grass”

.

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LA FRASE DEL GIORNO
La gioventù di noi tutti è un sogno, una forma di follia chimica.
FRANCIS SCOTT FITZGERALD, Racconti dell’età del jazz

2 commenti:

stella ha detto...

Dany, sei un'enciclopedia vivente.
Ti ammiro molto.

DR ha detto...

Grazie... solo passione

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