ANNE SEXTON
GIOVANE
Mille porte fa,
quando ero una ragazza sola
in una grande casa con quattro
garage, una notte d’estate
se ricordo bene,
ero stesa sul prato e sotto di me, increspato,
il trifoglio, e sopra, distese, le stelle,
la finestra di mia madre un imbuto
che incanalava luminoso calore,
e la finestra di mio padre semichiusa,
un occhio da cui passa chi dorme,
e le assi della casa
erano bianche e lisce come cera
e milioni di foglie sbattevano,
come vele sui loro strani gambi
e i grilli ticchettavano tutti insieme
e io, nel mio corpo nuovo fiammante,
non ancora di donna,
facevo domande alle stelle
e pensavo che Dio vedesse veramente
calore luce dipinta e gomiti
ginocchia sogni buonanotte.
.
Un momento nel tempo, un insignificante momento. Una notte d’estate che nel ricordo di Anne Sexton assume rilevanza. Nello scrigno della memoria è il tempo dell’adolescenza, la sete di vivere e di amare che si sprigiona in quell’intenso periodo della vita, la consapevolezza del proprio corpo che cambia e che lancia stimoli nuovi. Una sera così, normale. Il canto dei grilli, il prato fresco, la casa illuminata dalle luci della notte. Quella notte Anne Sexton non è una donna segnata da un disagio psichico che riesce a superare a stento solamente attraverso la poesia. Non è la donna che alla soglia dei 46 anni si chiuderà nel suo garage di Boston e la farà finita con il monossido di carbonio. È solo una ragazza sdraiata sull’erba a guardare le stelle e a porsi domande con l’ingenuità dei suoi anni. Mille porte fa…
.
Katherine Dinger, “Girl on grass”
.
* * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * *
LA FRASE DEL GIORNO
La gioventù di noi tutti è un sogno, una forma di follia chimica.
FRANCIS SCOTT FITZGERALD, Racconti dell’età del jazz
2 commenti:
Dany, sei un'enciclopedia vivente.
Ti ammiro molto.
Grazie... solo passione
Posta un commento