sabato 23 gennaio 2010

Che la festa cominci

 

Con “Che la festa cominci” Niccolò Ammaniti torna sui passi di un romanzo come “Branchie”, innervando quella comicità spesso delirante e fantasiosa sulla sua capacità di dipingere personaggi borderline e sgangherati. Ammaniti non abbandona la provincia che ha fatto da sfondo a “Come Dio comanda”, “Io non ho paura” e “Ti prendo e ti porto via”, ma la trapianta direttamente nel cuore di Roma, in una Villa Ada tramutata da un imprenditore parvenu in un incredibile parco dei divertimenti ad uso e consumo di vip sempre più dediti al vizio.

La commedia umana è il tratto distintivo di Ammaniti, che qui porta il suo solito zoo in un vero e proprio “zoo”, quello ricostruito con vecchi animali dei circhi dal palazzinaro Sasà Chiatti nel parco di Villa Ada (nella realtà la zona è in un inconcepibile degrado e Ammaniti, nei ringraziamenti finali, lancia un appello alle istituzioni perché intervengano). Qui si intrecciano le vicende di Saverio Moneta, un disgraziato ragioniere succube della moglie ricca, che per evadere da quel mondo, si è inventato con il nome di Mantos come capo di una setta satanica composta da soli quattro elementi (e uno di essi è la “vittima” di una messa nera, stuprata e sepolta viva, che, sopravvissuta, si è unita agli altri tre), e di Fabrizio Ciba, uno scrittore in gravissima crisi di ispirazione, volubile, alcolizzato e sempre in cerca di donne dall’avventura facile.

La festa è l’inaugurazione del parco di Villa Ada con dispendio di effetti speciali, dall’illuminazione a giorno al concerto della cantante italiana più celebre nel mondo, Larita, dai fuochi d’artificio alla caccia alla tigre, alla volpe e al leone. Le cose non andranno come avrebbe voluto il palazzinaro, ma si trasformeranno in tragedia e in rovina, a simboleggiare il disfacimento di una società che vive ormai sull’orlo del precipizio. Dopo l’Armageddon finale la vita riprende nel solito modo: le bassezze, le miserie e i vizi ricominceranno a emergere dalle macerie e, come sempre, sarà dagli umili a giungere una scintilla di speranza.

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Einaudi - Collana Stile libero big
Prezzo € 18,00
Data uscita 27/10/2009
Pagine 270
 

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LA FRASE DEL GIORNO
La prima regola di ogni vero scrittore è: mai e poi mai, nemmeno in punto di morte, nemmeno sotto tortura, rispondere alle offese. Tutti aspettano che tu cada nella trappola della risposta. No, bisogna essere intangibili come un gas nobile e distanti come Alpha Centauri.
NICCOLÒ AMMANITI, Che la festa cominci

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