domenica 11 ottobre 2009

Nostalgia a Verona


DIEGO VALERI

PIAZZA DELLE ERBE

A Verona, quel turbolento
pomeriggio di tarda estate
(nuvole in giro, rotte, strappate,
per un cielo verde di vento),

m'ero incantato a contemplare
i giochi magici del sole
tra gli ombrelloni delle erbaiole,
che si riaprivano ad asciugare.

Tanta gioia m'aveva preso
(oh, la mia vecchia gioia fanciulla!),
che non pensavo proprio a nulla,
e il cuore m'era come sospeso.

Traboccavano dalle ceste
uve biondine, diafane, pallide,
su peperoni lucidi gialli
e su rosati velluti di pesche;

dalle cannelle della fontana
si discioglievano trecce d'argento,
e una canzone di corcontento
intorno intorno si dilatava.

Mio tutto l'oro che a sprazzi pioveva
dal cielo ondoso temporalesco;
mio quel colore e profumo fresco
d'erbe bagnate, di frutti di terra!...

Ma poi che porsi, appena a sfiorare,
sopra una pèsca la mano vogliosa,
con una fitta dolorosa
mi riprese l'antico mio male;

ché mi sovvenne una tenera mano
e quella guancia delicata...
Tutta la gioia m'era mancata,
solo a pensare il tuo viso lontano.

(da “Poesie 1910-1930”)

Piazza delle Erbe è il cuore di Verona, il luogo dove si svolge il mercato cittadino. Cogliamo qui Diego Valeri in un pomeriggio di fine estate, dopo che ha spiovuto: gira tra le bancarelle, osserva la frutta nei cesti, sfiora con una mano un grappolo d’uva bianca, osserva il cielo riapertosi dove navigano spinte dal vento le nuvole bianche, guarda i grandi ombrelloni asciugarsi al sole… È un momento meraviglioso, l’immotivata felicità di niente che sembra sospendere anche il tempo, la gioia di esistere, di sentirsi vivi. Fino a che la realtà ritorna improvvisa: il ricordo usa uno stano strumento per manifestarsi, la buccia di una pesca. Alla memoria del poeta richiama la pelle vellutata dell’amata ormai perduta e la nostalgia, come sempre in agguato, piomba su di lui a Piazza delle Erbe…


 carabain-piazza

Jacques Carabain, “Piazza delle Erbe, Verona”, 1917

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LA FRASE DEL GIORNO
Non c'è che una nota / nella tastiera dell'anima mia: / "nostalgia"
ALDO PALAZZESCHI, Poemi, “Chi sono?”

2 commenti:

Bruno (di testa e di cuore) ha detto...

ciao!! Che bella la poesia e soprattuto che bella piazza Erbe. Non altrettanto oggi: magari ci fosse il mercato! E' invece piena di paccottiglia cinese, gondolette, giuliette e romeo di plastica,e solo una-due bancarelle di frutta e verdura. I tempi che cambiano...

DR ha detto...

È un bel po' che non torno a Verona, l'ultima volta sarà stato sei-sette anni fa e la Piazza mi sembrava ancora abbastanza "romantica". Purtroppo anche nei mercati di paese c'è questa globalizzazione: per carità, ci si trovano oggetti a costo contenuto, ma si è perso il "colore locale".

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