giovedì 15 ottobre 2009

Le passanti

Una passante, una donna qualunque e sconosciuta che spicca nella folla anonima per un “quid”, per la sua bellezza, per un gesto d’ammaliatrice, per la semplice andatura resa affascinante dai tacchi alti… I poeti ne sono folgorati: li attira la fugace casualità dell’incontro, la consapevolezza che probabilmente quella donna, passata come un lampo nelle loro vite, non la si rivedrà più…

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RICCARDO BACCHELLI

UNA DONNA

Il viso d'una donna, i biondi lineamenti,
i suoi occhi liquidi nell'intatta e calma
forma, la bellezza vi si riconosce e la sensualità
ne emana come appetire una pesca. Tra la gente,
al sole, apparsa e sparita se n'è andata.

(da “Poemi lirici”, 1914)

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© Ruth Orkin


CHARLES BAUDELAIRE

A UNA PASSANTE

Ero per strada, in mezzo al suo clamore.
Esile e alta, in lutto, maestà di dolore,
una donna è passata. Con un gesto sovrano
l'orlo della sua veste sollevò con la mano.

Era agile e fiera, le sue gambe eran quelle
d'una scultura antica. Ossesso, istupidito,
bevevo nei suoi occhi vividi di tempesta
la dolcezza che incanta e il piacere che uccide.

Un lampo... e poi il buio! - Bellezza fuggitiva
che con un solo sguardo m'hai chiamato da morte,
non ti vedrò più dunque che al di là della vita,

che altrove, là, lontano - e tardi, e forse mai?
Tu ignori dove vado, io dove sei sparita;
so che t'avrei amata, e so che tu lo sai!

(da “I fiori del male”, 1857)

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Tamara de Lempicka, “Ritratto di ragazza in verde”

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ANTOINE POL

LE PASSANTI

Voglio dedicare questa poesia
a tutte le donne che si amano
per pochi istanti segreti,
a quelle che si conoscono appena,
che un destino diverso trascina via
e che non si ritrovano mai.

A quella che si vede apparire
un secondo alla sua finestra
e che, subito, svanisce
ma la cui svelta figura
è così esile e graziosa
che se ne resta illuminati.

Alla compagna di viaggio
i cui occhi, splendido paesaggio,
fanno sembrare corto il tragitto;
che si è i soli, forse, a capire
e che si lascia tuttavia scendere
senza averle sfiorato la mano.

A quelle che sono già prese
e che, vivendo ore grigie
con un uomo troppo diverso,
vi hanno, inutile follia,
lasciato vedere la malinconia
di un avvenire disperato.
Care immagini scorte,
speranze deluse d'un giorno,
sarete domani dimenticate;
per poco che la felicità sopraggiunga
è raro che ci si ricordi
degli episodi del viaggio.

Ma, se si è fallita la vita,
si sognano con un po' d'invidia
tutte queste felicità intraviste,
i baci che non si è osati prendere,
i cuori che ci devono attendere,
gli occhi che non si sono più rivisti.

Allora, nelle sere di stanchezza,
riempiendo la solitudine
con i fantasmi del ricordo
si rimpiangono le labbra assenti
di tutte queste belle passanti
che non abbiamo saputo trattenere.

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Pierre-Auguste Renoir, “Les parapluies”

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UNA NOTA: per chi avesse riconosciuto nella poesia di Antoine Pol una splendida canzone di Fabrizio De André: ebbene sì, è la stessa poesia, tradotta da Faber in modo da adeguarla alla musica.

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LA FRASE DEL GIORNO
Il bello è ciò che cogliamo mentre sta passando.
MURIEL BARBERY, L’eleganza del riccio

2 commenti:

stella ha detto...

Complimenti, bel blog.

DR ha detto...

Grazie, stella

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