martedì 1 settembre 2009

L’invasione della Polonia

Il 1° settembre del 1939 alcuni soldati tedeschi alzavano la sbarra di confine e entravano in territorio polacco: cominciava così la Seconda Guerra Mondiale che tanti lutti e orrori avrebbe sparso nel continente europeo, in Asia e in America.

Ma già erano nell’aria da anni le sirene della guerra: dal putsch di Monaco del 1933, dalla Notte dei Cristalli, dall’Anschluss, dai patti scelleratamente sottoscritti dalle nazioni europee con Hitler, ultimo quello di non aggressione siglato da Ribbentrop e Molotov a Mosca il 23 agosto: in pratica una promessa di spartizione del bottino polacco.



I mezzi corazzati e le celebri motociclette tedesche, supportati dalla Wehrmacht, si riversarono come cavallette in territorio polacco ed ebbero ragione dell’esercito di Varsavia prima che gli alleati franco-britannici potessero intervenire, in meno di un mese. I sovietici, dal canto loro, invasero la Polonia orientale e pretesero la spartizione del paese. La Blietzkrieg, la “guerra lampo”, portò alla cancellazione dello stato polacco: con l’accordo del 28 settembre l’URSS ottenne le province dell’est, abitate da russi bianchi e da ucraini; il Reich si annetteva Danzica e il suo “corridoio” e la Slesia; Varsavia e Cracovia furono costituite in governatorato controllato dalla Germania.

Ma il dado era ormai tratto: il 3 settembre Regno Unito e Francia con i dominions britannici di Australia, India e Nuova Zelanda dichiararono guerra alla Germania, il 6 settembre fu la volta del Sudafrica, il 10 del Canada. Belgio e Olanda provarono un tentativo di mediazione che risultò poi fallimentare, visto che sarebbero state le successive “vittime” dei nazisti. L’Italia già il 1° settembre dichiarò la propria “non belligeranza”, per mascherare il ritardo di preparazione militare.


Fotografie © Deutsches Bundesarchiv


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LA FRASE DEL GIORNO
La guerra è l'infamia più orrenda che esiste, ma se il malvagio tenta di invadere la tua terra e depredare le tue cose e la tua libertà, tu devi difenderti.
GIOVANNI GUARESCHI, Don Camillo

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