martedì 25 agosto 2009

Gozzano e il gallo

RISVEGLIO SUL PICCO D’ADAMO

Cantare udivo un gallo in sogno… Sognavo un villaggio
canavesano forse l'aurora improvvisa mi desta.

Mi ridesta nel rifugio di stuoia sul Picco Selvaggio:
d’un tremolio d’acquario scintilla la selva ridesta.

Le felci arborescenti contendono i raggi all’aurora,
dall’uno all’altro fusto s’allaccia la flora demente.

spezzo ghirlande azzurre gialle sanguigne, m’irrora
la coppa del calladio, l’orciuolo della nepente.

Cantava un gallo in sogno… Ma un gallo ben vivo risponde.
Sobbalzo. Ascolto. Il cuore col battito colma le tregue.

Regna il Re dei cortili le vergini selve profonde?
M’illude un negromante per gioco? Il mio sogno prosegue?

Non il Re dei cortili qui regna, ma l'avo selvaggio
(già cantava sul Picco d’Adamo che Adamo non era).

Canta il “gallo banckywa” l’aurora del Tropico, il raggio
d’oro che scende obliquo dove la jungla è più nera.

Adam’s Peak – Rest-House
Ceylon, 1912


È un Guido Gozzano ventinovenne quello che nel 1912 intraprende un viaggio in India per tentare di recuperare la salute, minata dalla tisi. Tutte le poesie scritte durante quell’avventura esotica furono distrutte dall’autore stesso, che le riteneva oscene. Solo due scamparono al massacro: “Supini al rezzo ritmico del panka” e appunto questo “Risveglio sul Picco d’Adamo”.

Gozzano si trova a Ceylon, dove svetta l’Adam’s Peak, noto agli indigeni come Samalakanda, un monte di 2.243 metri, e prova la nostalgia dell’emigrante confondendo il gallo sognato con il “Banckywa”, il “gallo dello Sri Lanka”, esemplare tipico della fauna dell’isola. L’illusione travalica il sogno, il gallo nostrano che cantava nel sonno sembra essere uscito, addentrarsi in quella vegetazione lussureggiante e bizzarra, le enormi felci della foresta tropicale, le orchidee, i grandi fiori colorati. Il cuore torna a pompare dopo essersi quasi fermato all’idea di essere in Italia. Ma no… È solo il tipico galletto dei tropici e l’alba già va a tingere con il suo chiarore l’oscurità delle giungle. “È vano che tu m’illuda, o vagabonda notturna! Sono a Ceylon; so d’essere a Ceylon! È vano che tu mi porti ad ogni risveglio un lembo di paesaggio ligure o canavesano, il sorriso di un amico, il profilo di mia madre. So di sognare”. (Un Natale a Ceylon)


Gallo dello Sri Lanka (Gallus Lafayetii) © Wikipedia


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LA FRASE DEL GIORNO
Ma anche coloro che non hanno nessuno, i più liberi, solitari, irresponsabili, privi di legami - anche coloro per i quali la patria non contiene né un viso caro né una voce familiare - anche loro devono fare i conti con lo spirito che risiede in quella terra, sotto il suo cielo, nella sua aria e nelle sue valli, sulle sue alture e nei suoi campi, nelle sue acque e nei suoi alberi - un muto amico, giudice e ispiratore…
JOSEPH CONRAD, Lord Jim

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