domenica 21 giugno 2009

Il primo giorno d’estate

IL PRIMO GIORNO D’ESTATE

Il camioncino dei gelati
(la campanella allegra)
passa tra gli alberati
viali residenziali.

I bambini,
che giocano nel prato a perdifiato,
smettono e gli vanno incontro:
i nichelini in mano.

I cani, risvegliati,
abbaiano per chiasso
e gli uccelli cinguettano tra i rami.
Si dondolano, frullano
in alto e in basso.

Una cicala urla
nell'ora meridiana:
è la prima di un'estate
di tenere piogge
che pareva una burla.

È scoppiata e si sente
l'avvenuto momento
da come il cielo vibra
sull’erba radente.
Ogni cosa, nella luce,
ha la trasparenza dell'aria.
C'è un paese al mondo,
dove non sia questa festa?

(da "Elegie di Croton", 1959)

 

Lunghissimo il primo giorno d'estate, il giorno del solstizio, quando il tramonto non finisce più e ruba ore alla notte. Antonio Barolini, poeta veneto emigrato a Croton-on-Hudson, negli Stati Uniti, in quella luce infinita e radente ravvisa il manifestarsi dell’estate, l’attestazione che la nuova stagione è arrivata dopo una primavera di piogge. Con il suo stile discorsivo disegna un mondo quasi da favola, con i bambini che interrompono i loro giochi per correre al camioncino dei gelati, tipica iconografia della provincia americana. La prima cicala, il riverbero del cielo, l’allegria che si diffonde tra i giardini: una piccola scena minimalista, che assume i toni di un’elegia familiare e affettuosa.

 

Karen Ramsay, “Ice cream truck”

 

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LA FRASE DEL GIORNO
Stagione che porti la luce / a distendere il tempo / di là dai confini del giorno, / e sembri mettere a volte / nell’ordine che procede / qualche cadenza dell’indugio eterno.
VINCENZO CARDARELLI, Poesie, “Estiva”

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