"Non esiste ricordo da abbandonare come fosse una fredda stanca cenere cui più non somigliamo: ogni vero ricordo è ancora un richiamo, una verità che ci lavora nelle ossa, un febbrile atto di sfida al buio di domani... Forse ci toccherà soggiacere a un'eterna rassegnazione e dovremo saper sorridere, mitemente, con dolore educato, entro le spire dell'obbligo quotidiano. O forse un nuovo slancio, un benefico fulmine, ancora ci attendono, più in là, per rapirci in una più ricca, misteriosa ondata, per renderci esperti d'una salvezza umana che ancora abbisogna del nostro intervento..."
È la conclusione di "L'ombra delle colline", di Giovanni Arpino. E da quando ho finito il libro, ogni tanto questa frase mi ronza nella testa. La memoria ha grandi spazi vuoti, dove talora irrompe improvviso il sogno a galoppare: in essa ci rifugiamo per evadere da una realtà che sembra non appartenerci, lontana e incompatibile, tanto intricata da divenire inestricabile.
Fotografia: Daniele Lorefice
http://www.diveitaly.com/a_biblioteca/phgal/dlorefice/dlorefice.htm
IL PAGURO
“Credo anch'io che la nostra vita e le nostre
percezioni si sviluppino a partire da un groviglio
di ricordi sommersi. Forse quello che chiamiamo
anima non è se non l'insieme di questi oscuri
detriti di ricordi.”
HERMANN HESSE, Pellegrinaggio d’autunno
Ora il ricordo è una nave in bottiglia,
si impolvera sull’alto scaffale
tra le conchiglie e i vasetti di sabbia.
Ed io rimango all’erta sulla coffa
guardo se viene l’alba o la burrasca
- sono uno di quei galli banderuola
di rame che rilucono sui tetti.
Vivo del mio nulla, dei miei tesori
gelosamente nascosti, racchiuso
come un paguro dentro antichi amori
dei quali restano i gusci vuoti.
E come s’ingarbugliano i pensieri,
nel labirinto il filo è inestricabile.
Mi perdo nelle immagini di ieri:
in quelle inesorabili paludi
mi aggrappo con forza a piccole tracce.
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LA FRASE DEL GIORNO
Bisognerebbe vivere a posteriori. Decidiamo tutto troppo presto.
DANIEL PENNAC, La passione secondo Thérèse
2 commenti:
La tua immagine di Paguro che racchiude e salvaguarda nelle valve della propria conchiglia ricordi ed aspirazioni mi è piaciuta molto.
Il mondo animale ofre spesso spunti d'osservazione e meditazione interessanti.
Mi hai fatto ricordare alcuni versi, scritti qualche anno fa:
PROTEO
Camaleonte a passi incerti e brevi,
trangugio il tempo: l’attualità m’addenta.
Di sola pelle nuda, sono proteo:
avvolto in onde amniotiche, silente
mi trastullo - e scrivo.
Ondivaga nel buio
nuoto ed affogo
ansimo e scrivo
poi – ancora - nuoto.
Mi duole il sole oggi,
in raggi che trafiggono la vita.
Tutto è ingranaggio
ed io, ne sono parte.
Luciana
comoinpoesia.com
Amo osservare la natura, che sia il mare, una montagna, un tramonto o un'alba. Logico quindi paragonare il vivere e il sentire su un passo che è solo apparentemente diverso.
Come hai fatto anche tu, nella splendida poesia qui sopra.
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